hotel rendez-vous

Chatillon (AO)

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D’estate la montagna ha un piccolo problema di cui nessuno parla: fa caldo anche lì. Sali per cercare fresco e a mezzogiorno ti ritrovi su un pendio esposto, con il sole a picco e la borraccia già finita. C’è però un tipo di sentiero che risolve la questione da settecento anni: quello che segue i rus, gli antichi canali d’irrigazione. Corre quasi in piano, resta nel bosco e ha l’acqua che scorre a mezzo metro dai tuoi piedi.


Molti di questi sentieri partono a due passi da noi: l’Hotel Rendez-Vous di Châtillon è la base giusta per farne uno al giorno senza spostamenti.

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Perché una valle assolata ha bisogno di canali medievali

La Valle d’Aosta ha un versante che prende sole tutto il giorno — l’adret — ed è proprio lì che si è sempre coltivato e abitato. Problema: è anche il versante più arido.

La soluzione, a partire dal Medioevo, fu tanto semplice quanto folle da realizzare: andare a prendere l’acqua di fusione dei ghiacciai in alto e portarla di traverso lungo la montagna, per chilometri, con una pendenza minima e costante, scavando nella roccia e appoggiandosi a muretti a secco. Il Ru Marseiller, per dire, fu costruito nel XV secolo per portare l’acqua dei ghiacciai del Cervino fino ai pianori assolati di Verrayes e Saint-Denis. Ad Antey, il Ru du pain perdu risale al 1300 e in un tratto poggia le sue arcate contro una parete rocciosa, come un acquedotto in miniatura. Sono opere fatte da contadini, senza livelle laser: e funzionano ancora.

Camminare dove l’acqua ha già deciso il percorso

Il bello, per chi cammina, è la conseguenza tecnica: se il canale deve restare quasi in piano, anche il sentiero che lo affianca lo è. Cambia tutto. Cammini uno accanto all’altro invece che in fila indiana sul ripido, parli, ti fermi quando vuoi. Il Ru de la Plaine parte da Saint-Vincent, in frazione Les Moulins, e in circa un’ora ti porta a Châtillon, in frazione La Verdettaz, ripercorrendo un breve tratto dell’antica Via Francigena: pianeggiante per tutta la sua durata, con la vista che si apre sul Castello di Ussel. Il Ru d’Arlaz, sopra Challand-Saint-Anselme, parte da Orbeillaz e in poco più di mezz’ora arriva a una bella cascata formata dal canale stesso. Il Ru Herbal, da Pésan, corre quasi in piano tra muretti in pietra fino a una zona prativa aperta. E quasi tutti questi tracciati sono percorribili anche in MTB o in e-bike: fondo compatto, dislivelli da nulla, ombra continua.

Quello che sanno solo i local

Tre dritte che cambiano la giornata. Primo: i rus si camminano bene anche nel pomeriggio, ed è quasi l’unico sentiero di cui si possa dire. Se al mattino hai fatto il turista tra castelli e musei, alle quattro sei ancora in tempo per un’ora d’ombra e acqua. Secondo: scegli il tratto in base a dove vuoi finire, non a dove vuoi partire. Il Ru de la Plaine, per esempio, si fa comodamente da Saint-Vincent verso Châtillon e ti lascia a due passi da casa nostra — niente auto da recuperare. Terzo: il Ru Marseiller, da imboccare nella frazione Marseiller sopra Chambave, ha lungo il percorso un piccolo percorso della salute con attrezzi e panche, e una vista d’eccezione sulle rovine del castello di Cly: è la scelta giusta se vuoi camminare poco e guardare molto. Due note pratiche: molti tratti sono percorribili anche con il passeggino, quindi non serve alcuna attrezzatura tecnica; e i canali sono in piena attività irrigua proprio d’estate, che è quando il suono dell’acqua c’è davvero.

Il contrario del sentiero da conquistare

C’è una certa retorica della montagna che misura tutto in dislivello e in tempi di percorrenza, come se camminare senza salire non contasse. I rus rispondono in modo elegante: qui il percorso è già stato deciso secoli fa da chi doveva far arrivare l’acqua a un campo, non da chi voleva arrivare in cima. Cammini dentro una storia agricola, non dentro una performance. E siccome nessuno ci va per la vetta, non c’è coda, non c’è parcheggio pieno, non c’è la fila per la foto: c’è un canale, un bosco e due persone che parlano. Il Cammino Balteo, non a caso, sceglie proprio questi tracciati in più punti — compreso il tratto che segue il Ru d’Arlaz fino a Emarèse e scende su Saint-Vincent.


☞ Il consiglio di Cristina

D’estate scegli i tratti lungo i rus: corrono quasi in piano e all’ombra, e restano freschi anche quando il sole picchia. Se hai una sola mezza giornata, fai il Ru de la Plaine in direzione Châtillon: arrivi a piedi quasi in hotel.

 


Un’ora d’ombra, il rumore dell’acqua, e la giornata è salva

Un sentiero che non sale, l’acqua che ti cammina accanto, i muretti a secco di chi c’era prima: certe estati si ricordano per un pomeriggio così. Da luglio a settembre i rus sono la scelta più fresca che c’è, e con l’Hotel Rendez-Vous come base a Châtillon ne hai diversi a portata di mano — il Ru de la Plaine arriva letteralmente in paese. Deposito bici sicuro, mappe del territorio e cena a km0 al rientro: il resto lo fa l’acqua. Quando vuoi, ti indichiamo il tratto giusto per la vostra giornata.

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